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| Il Bocia Americano con il Bocia Italiano (: |
Pensavo che le persone che adoravano le squadre sportive e
li seguivano con una passione intramontabile erano pazzi. Quelle persone nel
“Buco Nero” dei Oakland Raiders del football Americano? Dai, esagerati. Ma ora
capisco la loro passione. Perche anch’io ho i miei Oakland Raiders: Atalanta
Bergamasco Calcio, la squadra di calcio di Bergamo, Italia. Prima di venire in
Italia per studiare all’estero, ho visto le partite su televisione tanto in tanto,
tenendo traccia della classifica e degli eventi nel mercato, ma nel corso di
quest’anno, le cose hanno decisamente cambiato.
Prima, descriviamo le circostanze: Atalanta ha iniziato la
stagione con -6 a colpa di Cristiano Doni e il suo coinvolgimento in uno
scandalo enorme di scommesse in tutto il calcio italiano. Ora lasciatemi
divagere su questo tizio Doni: lo adoravo. Mi piaceva come giocava calcio
(squadra prime in tutti i costi) e come era sempre professionale, cortese, e
apero fuori dal campo. Ogni volta che segnava, faceva un gesto di sollevare il
mento con la mano, come per dire, “Sempre tenete la testa alta.” (Foto Sotto).
Quel ha significato cosi’ tanto per noi bergamaschi. Anche noi dovevamo vivere
la vita con onore immortale e grazia, proprio come Cristiano. Cosi’, era il mio
preferito: anche adesso, ho sei dei suoi autografi su magliette varie,
cartoline, e bandiere. Non ho il coraggio di bruciarli. Perche’ anche se Doni
e’ caduto lontano dalla grazia, Atalanta sara’ sempre molto speciale nel mio
cuore.
Quindi, tornando alla logistica: abbiamo iniziato a -6, in
modo che i giornalisti sportivi italiani ci hanno ammortizzato automaticamente.
Non la dicevano, ma potrebbe anche essere stato scritto: Atalantini, fate le
valige per la Serie B. Non preoccupatavi di neanche venire a giocare ai nostri
stadi. Le cose non sembravano un gran che, francamente.
Questo e’ quando l’Atalanta e’ diventata un’ossessione: come tutti bergamaschi,
mi sono sentito personalmente offeso. Anche dopo la prima penalita’, i media
sportive continuavano a scrivere su di noi come se tutto cio’ che riguardava lo
scandalo fosse nato nelle nostre strade. Eravamo il capro espiatorio perfetto:
come una squadra di piccolo mercato, non avevamo il potere finanziaro e sociale
per difenderci. Ma tutti hanno sottovalutato la nostra gente: non staremo per
essere spinti in giro. Lavoriamo tosto, diamo il meglio nella vita, e non ci
piacciono i riflettori. Siamo duri e sobri. Cosi’ quando i tifosi di Atalanta
hanno organizzato una marcia in citta’, “Giu’ le mani dalla nostra Atalanta,”
ero felicissimo che venivano insieme per difendere l’onore della squadra. Ed
essendo un bergamasco Atalantino che vive in America, avrei dato qualsiasi cosa
per essere stato in quel corteo. Perche’ in quel momento ho capito. Atalanta era Bergamo. E i bergamaschi sono l’Atalanta. I giocatori, il Cola,
Percassi, hanno un legame ferreo con la citta’ e la sua gente. Quando Atalanta
vince, lo facciamo tutti. La settimana avanti diventa un po’ piu’ luminosa.
Quando perde, invece, ci potrebbero anche essere nuvole nere nel cielo.
E per tutta questa stagione, il legame e’ diventato ancora
piu’ forte. Ci sono voluti solo 3 partite a scavarci fuori dal “tunnel.”
Guardando i loro progressi dall’altra parte dell’Atlantico, sono rimasto
stupito. Nell’Atalanta, c’e’ sempre una credenza determinata nella causa e
nella squadra. I giocatori sono in ogni essenza una banda di fratelli, con
Colantuono il padre saggio, e Percassi il patriarca. Ma non soltanto: i
giocatori sono anche fratelli di Bergamo. La cosa grandiose dell’Atalanta e che
e’ una famiglia, una famiglia che sono cosi’ grato di far parte. Anche se non
sono nella Curva Nord (il settore dello stadio riservato per gli Ultras, gli
Atalantini piu’ pazzi) ogni domenico, ci sono in spirito!!!
Ora torniamo alla stagione: la nostra squadra non ha mia
perso speranza. Abbiamo pareggiato con Inter; abbiamo battuto la Roma (una
schiacciante 4-1 con una tripletta di “El Tanque,” German Denis); abbiamo
battuto il Napoli. E anche se la zona retrocessione ci stava dolorosamente vicino
dopo tre sconfitte consecutive a Milan, Lazio, e Juventus, i nostri ragazzi non
hanno mai perso la speranza. E questo ci porta a domenica, 29 aprile 2012, un
giorno che non dimentichero’ mai. E’ il giorno in cui abbiamo guadagnato il
diritto di giocare in Serie A anno prossimo e il giorno in cui abbiamo stabilito
un nuovo record di punti conquistati in una stagione in tutta la nostra storia:
52 (contando la penalita’ di -6). Senza la penalita’, saremmo in lotta per un
posto nella CHIAMPIONS LEAGUE anno prossimo!!! Avrei probabilmente avuto un
infarto un mori’ un tifoso felicissimo. Logistica a parte, e quello che questo
gruppo di uomini rappresenti che mi ha fatto amare ancora di piu’ della mia squadra.
Tutti noi possiamo imparare qualcosa di cio’ che ha fatto la Dea quest’anno. “Non
mollare, non mollare mai!!” come Jimmy Valvano ha detto nel 1993. Ed e’ quello
che ha fatto l’Atalanta: credevano. Se credi in te stesso e fai del tuo meglio,
I risultati arriveranno. Colgo questa lezione, questa squadra, e la portero’
con me per il resto del semestre, il resto della vita.
Dea, eterno
amore <3 <3 <3
ULTRAS STILE VITA!!!
English
I used to think that people who worshipped sports teams and
followed them with an undying passion were crazy. Those people in the Raiders’
Black Hole? Come on. A little much, don’t you think? Now I understand their
passion. Because I have my own Oakland Raiders: Atalanta Bergamasco Calcio, the
soccer team from Bergamo, Italy. Before coming to Italy, I watched the team
play occasionally, keeping track of scores and events in the transfer market,
but over this year, things definitely changed.
First, a little back story: Atalanta started the season with
-6 points due to Cristiano Doni’s involvement in a huge betting scandal across
all of Italian soccer. Now let me just digress on this Doni guy: I used to
worship him. I loved how he played the game (team first) and how he was always
professional, polite, and open off the field. Every time he scored in a game,
he used to raise his chin up with his hand, as if saying, “Always keep your
head high.” (Picture below) That gesture spoke volumes to we Bergamascans. We
needed to live life with undying honor and grace, just like Cristiano. So he
was my favorite: even now, I have 6 of his autographs on various shirts,
postcards, and flags. I don’t have the heart to burn them. Because even if Doni
fell far from grace, Atalanta will always be very special in my heart.
So, back to logistics: we started at -6, so Italian sports
journalists wrote us off automatically. They didn’t say it, but it might as
well have been written: Atalanta fans, pack your bags for Serie B. Don’t even
bother showing up to play. Things weren’t looking good, to put it frankly.
This is when Atalanta became an obsession for me: like all
Bergamascans, I felt personally insulted. Even after the first penalty, the
Italian sports media kept writing about us as if everything about the scandal
originated in our streets. We were the perfect scapegoat: as a small-market
team, we didn’t have the financial and societal power to defend ourselves. But
everyone underestimated the people of Bergamo: we won’t stand getting pushed
around. We work hard, give our best in life, and we shy away from the
spotlight. We’re tough and understated. So when the fans of Atalanta organized
a march, “Get Your Hands Off Atalanta,” I was overjoyed that we were coming
together to defend the team’s honor. And as a Bergamascan living in America, I
would have given ANYTHING to have been at that march. Because at that moment I
knew: Atalanta was Bergamo. And
Bergamascans are Atalanta. The players, il Cola, and Percassi have an ironclad
bond with the city and its people. When Atalanta wins, we all do. The week
ahead looks a little brighter. When they lose, there might as well be black
clouds in the sky.
And throughout this season, the bond became even stronger.
It only took us 3 games to dig ourselves out of the tunnel. Watching their
progress from across the pond, I was amazed. The thing about Atalanta is that
there is always a determined belief in the cause and in the team. The players
are in every essence a band of brothers, with Colantuono the wise father, and
Percassi the patriarch. But it doesn’t stop there: the players are Bergamo’s brothers
too. The great thing about Atalanta is is that it’s a family, a family that I
am so grateful to be a part of. Even though I may not be in the Curva Nord (the
section of the stadium reserved for ultras, Atalanta’s crazies fans) every
Sunday, I’m there in spirit!!!!
Now back to the season: our team never lost hope. We tied
with Inter; we beat Roma (a thumping 4-1 result with a 3-goal performance from
“El Tanque,” German Denis); we beat Napoli. And even as the drop zone was
getting painfully close after 3 consecutive defeats to Milan, Lazio, and
Juventus, our boys never lost hope. And this brings us to Sunday, April 29, 2012,
a day that I’ll never forget. It’s the day that we earned the right to play in
Serie A next year and the day that we earned the most points of any team in
Atalanta’s history: 52 (counting the -6 penalty). Without the penalty we would
have been fighting for a spot in the CHAMPIONS LEAGUE next season. I would have
probably had a heart attack and died a very happy man. Logistics aside, it’s
what this group of men represents that has made me love my team even more. We
can all learn something from what Atalanta did this year: as Jimmy Valvano said
in 1993, “Don’t give up, don’t EVER give up.” And that’s what Atalanta did:
they believed. If you believe in yourself and you do your best, the results
will come. I will take this lesson, this team, with me for the rest of the
semester, for the rest of my life.
Dea, eterno amore <3 <3 <3
ULTRAS STILE VITA!!!
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| Il gesto di Doni. Noi saremo sempre a testa alta!!! |


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